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L'Agility nasce come disciplina cinofila sportiva nei primi anni 80 in Inghilterra, traendo spunto e ispirandosi ai classici concorsi ippici ad ostacoli. Osservando l'armonicità e la dinamicità di questa disciplina che unisce in un unico inscindibile binomio l'animale ed il conduttore, nacque l'idea di creare qualcosa di analogo per i quattrozampe "pelosi ed abbaiatori…".
Trovò così origine l'Agility Dog, voluta e portata avanti da eminenti cinofili inglesi, tra cui ricordiamo come padri fondatori Peter Lewis e John Gilbert (… e non ce ne vogliano gli altri che non nominiamo…); e nacque originariamente non come disciplina a sé stante ma più come "riempitivo" per i tempi morti durante le gare di bellezza.
Una dimensione troppo stretta per una attività che riscosse subito grande successo sia fra i conduttori che tra il pubblico che seguiva i Crufts,

per non parlare dei nostri amici a quattro zampe che trovarono finalmente un campo di gara nel quale correre e saltare felici.

E proprio sull'onda di questi successi l'Agility guadagnò spazio ed importanza fino a conquistare nel corso degli anni 80 il giusto spazio fra le classiche discipline cinofile, uscendo via via dai confini inglesi per "colonizzare " dapprima i paesi del Nord Europa (Olanda, Belgio, Francia, Germania,…) fino ad affermarsi all'inizio degli anni 90 in tutta Europa, Italia compresa.

E veniamo all'Italia, nel bel paese l'Agility arriva alla fine degli anni 80 dalla Francia, dove già godeva di buona fama, e viene importata da alcuni storici club piemontesi (GARU, CCT, ACUV) che legano la diffusione dei primi stages (1988-1989) al nome di Jean Pierre Garcia e successivamente allo stesso Peter Lewis.

Alla fine dell'89 c'è il debutto "ufficiale" degli agilisti italiani al Master Europeo di Agility a Parigi, testimonianza da una parte dello sviluppo che questa disciplina sta ottenendo anche nel nostro paese, e "amara" testimonianza, dall'altra, della nostra condizione di debuttanti (…absolute beginners… direbbero gli inglesi) sottolineata da un molto "onorevole" ultimo posto.

Ma la strada è ormai aperta, e con l'arrivo del nuovo anno, il mitico 1990, anche in Italia l'Agility riceve il giusto riconoscimento: viene infatti riconosciuta dall'E.N.C.I. ed entra di diritto nella Federazione Cinofila Internazionale (FCI).

E' del gennaio 1990 il primo regolamento italiano, con le sue innumerevoli lacune (non vi è spazio per i meticci; due sole classi per i partecipanti; etc…), ma è comunque una pietra miliare per lo sviluppo futuro dell'Agility.

Debuttano così nel maggio del 90 la prima gara ufficiale italiana e nel novembre dello stesso anno laprima prova Europea a squadre.

E, ciò che più conta, ormai è aperta la strada, e l'Agility, dal 91 ad oggi, conquista spazio, meriti, proseliti e seguaci, portando nel mondo della cinofilia una ventata di novità, allegria, spensieratezza e gioco e affermandosi anche dal punto di vista tecnico dando vita a binomi di tutto rispetto, come testimonia lo storico secondo posto ai mondiali di Losanna del 1996 nella categoria standard a squadre, superati solo dalla Francia, ma dove "regoliamo" squadre di spessore come Belgio, Olanda, USA, Svizzera…

A tutt'oggi l'Agility è la disciplina che più di ogni altra coinvolge conduttori e semplici spettatori, per la sua immediatezza, per la sua freschezza, per il divertimento ed il coinvolgimento che unisce cani e padroni e per gli innegabili contenuti tecnici che essa porta con sé, favorendo un corretto rapporto tra il binomio, una forte complicità ed un'altissimo grado di controllo del cane, il tutto basato su un rapporto di giocoso divertimento.

 

REGOLAMENTO AGILITY